Archivio Categoria ‘Ortopedia’

LUSSAZIONE COXOFEMORALE NEL CANE.

L’origine di questa patologia e’ traumatica spesso in seguito ad un incidente stradale ma avvolte puo’ avvenire per un lieve trauma nei pazienti displasici con una cattiva copertura acetabolare in tal caso la semplice riduzione della testa femorale non e’ sufficiente e spesso si deve associare una tetto plastica , nei casi piu’ gravi una protesi d’anca o l’asportazione della testa femorale .
LUSSAZIONE SOGGETTO DISPLASICO:

LEGAMENTO ROTONDO FEMORE:

Segni clinici
La zoppia e’ grave l’arto in relazione alla direzione della lussazione puo’ essere piu’ lungo o piu’ corto rispetto al controlaterale con extrarotazione del ginocchio e adduzione della gamba se la lussazione e’ dorsale e craniale in caso di lussazione ventrale l’arto sara’ piu’ lungo del contro laterale con abduzione della gamba e intrarotazione del ginocchio.
Terapia
Se la lussazione e’ recente (nelle prime 24 -72 ore) si procede alla riduzione con una manovra a cielo chiuso (senza aprire l’articolazione)dopo la riduzione di procede con una fasciatura di Ehmer modificata . Importante nella riduzione in anestesia di non forzare particolarmente l’arto per evitare di lesionare la cartilagine articolare della testa del femore e di creare fratture parcellari del bordo acetabolare.Se e’ presente troppa resistenza e’ preferibile procedere alla riduzione a cielo aperto con una piccola incisione dell’articolazione coxofemorale .

TECNICHE CHIRURGICHE LUSSAZIONE COXOFEMORALE:

CAPSULORRAFIA sutura della capsula articolare

SUTURA ILEOFEMORALE un filo (che passa avanti all’acetabolo e sotto al grande trocantere del femore) che impedisce abduzione e l’extraruotazione della testa del femore dell’arto posteriore

PROTESIZZAZIONE CAPSULA ARTICOLARE :con viti di ancoraggio sul margine aceta bolare e filo non riassorbibile per la ricostruzione della caspula articolare
PROTESI CAPSULA CON ANCORETTE O VITI:

TOGGLE PIN ( fissazione con cavigliotto)per la ricostruzione del legamento rotondo

TOGGLE PIN POST OPERATORIO:

CAVIGLIOTTO(ditta Securos):

La scelta del metodo e’in relazione al danno capsulare ,dalla copertura acetabolare ,dalla preferenza del chirurgo,possibilita’ nella gestione del postoperatorio.
Il metodo Toggle Pin consiste nel ricostruire il legamento rotondo (legamento che unisce la testa del femore all’acetabolo) attraverso un tunnel nel collo femorale e l’aggancio del filo con un cavigliotto nel foro aceta bolare ,il filo viene fissato con un bottone all’uscita del tunnel osseo.
Questa tecnica e’ da preferirsi quando la capsula articolare e’ fortemente danneggiata e quindi impossibile ripararla .
Avvolte si associa al cavigliotto una capsulorrafia con rinforzo attraverso delle ancorette avvitate sul cercine acetabolare, si fa passare un filo sintetico che ricostruisce la capsula articolare agganciandosi al collo femorale

Dott Alessandro Prota

Ortopedia ,Chirurgia Oncologica Veterinaria

Consulenza Veterinaria on line 3393201159

ARTROSI DEL GOMITO NEL CANE :UNA TECNICA CHIRURGICA PER ALLEVIARE IL DOLORE

Nella Displasia del Gomito del Cane in seguito a frammentazione del Processo Coronoideo(FCP) si crea una infiammazione del comparto mediale del Gomito

.Il Tendine Bicipite termina con due porzioni una sul Radio ed un’altra sull’Ulna attaccandosi in prossimità del Processo Coronoideo ,con la tensione del tendine durante il movimento c’e’ una pressione sul compartimento mediale dell’ulna a livello del processo coronoideo frammentato cosi facendo si provoca il dolore al gomito.,L’intervento consiste nell’asportazione del frammento (coronoidectomia) ed incisione della terminazione tendinea ulnare annullando la tensione del tendine sulla zona infiammata articolare(Hulse et al.)
freccia rossa :P rocesso Coronoideo Frammentato (FCP)

L’intervento di rilascio della porzione ulnare del tendine bicipite(Biceps Ulnar Release Procedure BURP) allevia il dolore al cane migliorando l’escursione articolare.

La tecnica di Hulse diminuisce il carico sul comparto mediale del gomito spostando la porzione ulnare del tendine del bicipite in una posizione più laterale ,e’ senz’altro una tecnica interessante e promettente nel tempo.

Dott Alessandro Prota
Consulenza Veterinaria on line 3393201159

DIETA E PROBLEMI ARTICOLARI NEL CANE:LA PREVENZIONE


Sono troppi i cani che ai giorni d’oggi vanno incontro a displasia dell’anca e gomito .
La cosa che mi fa pensare perche’ si e’ avuta un’incidenza cosi elevata di casi di displasia negl’ultimi venti anni .
La risposta l’ho cercata attraverso studi di fisiologia dell’alimentazione e principi di biomeccanica.
Ormai da tempo ci si affida ad alimenti commerciali per la crescita del cucciolo perdendo quei concetti di alimentazione in natura
Si e ‘sempre data un’ importanza primaria alla genetica per la displasia del cane personalmente credo che questo e’ vero in parte ma la causa principale e’ una DIETA SBAGLIATA insieme ad uno STRESS ARTICOLARE
Il cucciolo allevato a casa spesso e’ sottoposto e da un’attivita’ esagerata di gioco su superfici scivolose che sollecitano non poco le articolazioni,con distenzione dei legamenti e delle capsule articolari con conseguente lassita’ specie se l’alimentazione non apporta sostanze di alta’ qualita’ per la sintesi delle proteine per la struttura dei muscoli e legamenti .
Le proteine di alcuni cibi industriali sono di scarsa qualita’( provengono da scarti della macellazione ,pellicine di arachidi,dai residue della lavorazione del grano mais ecc)
Sull’etichetta c’e’ scritto la percentuale proteica che e’ rispettata ma la fonte di queste proteine la conosciamo bene?
Spesso l’eccesso di carboidrati (grano,mais,polpa di barbabietola,melassa ecc)aumenta la massa grassa facendo pesare di piu’ il cucciolo che sollecita le articolazioni fessurizzando e schiacciando le cartilagini che son ancora morbide
Le cartilagini diventando piu’ consistenti col tempo e raggiungono la loro maturazione a secondo della razza tra i 12 e 18 mesi.
Durante la crescita ad un’alimentazione squilibrata spesso si associa un’eccesso di attivita’ del cucciolo su un terreno scivoloso come il pavimento di casa .Infatti e’ normale che un cucciolo appena comprato per la gioia del proprietario venga sollecitato al gioco e alla corsa ma spesso non si conosce la gravita’ delle sollecitazioni che nel periodo della crescita possono danneggiare l’articolazione con distensione articolare ,la capsula ed i legamenti si distendono perche’ non sufficientemente elastici e male strutturati per una cattiva qualita’ degli alimenti ingeriti senza un’integrazione adeguata.
Prima di acquistare un cucciolo bisogna documentarsi sulla razza ,sull’incremento ponderale ,sul tipo di attivita’ da fare durante la crescita.
L’integrazione con vitamina C e’ stata sempre dibattuta tra i veterinari il mio parere che specie se l’alimentazione e’ carente un’integrazione di vit C puo’ essere fondamentale per la sintesi del collagene soprattutto per l’eccesso di strees articolare che i nostri cuccioli vengono sottoposti. Diversa e’ l’esigenza nutrizionale per cuccioli allevati sul terreno con ritmi di attivita’ piu’ regolari in questi casi l’integrazione con Vitamine e Sali minerali e’ da valutare in funzione dell’elasticita’ articolare.
L’integrazione deve comprendere :
vitC,Glucosamina,Condrotisolfato,MSM,Spirulina,Oligoelementi in casi selezionati aggiunta di Enzimi per un migliore assimilazione degli alimenti,nella dieta Barf e’ fondamentale l’integrazione con polvere d’ossa che una una giusta proporzione di Calcio e Fosforo.
Alla prima visita veterinaria il cucciolo deve essere visitato attraverso la palpazione delle articolazioni ,infatti gia’ dall’eta’di 3-4 mesi e’ possibile prevedere la crescita’ossea e l’elasticita’ articolare.
Un’articolazione lassa con poca tonicita’ muscolare sara’ sicuramente nel tempo diplasica.
Prima di dare sempre la colpa alla genetica consideriamo come alleviamo il nostro cucciolo! Migliorando la dieta e lo sviluppo muscolare con un’attivita’motoria giusta si possono avere grandi soddisfazioni.
Bisogna incrementare la massa muscolare che e’ fondamentale per il sostegno articolare ,una muscolatura poco tonica porta ad uno stress tendineo legamentoso e cartilagineo che nel tempo inevitabilmente portera’ alla displasia dell’anca e del gomito,difetti di accrescimento con un’incremento della spesa da parte del proprietario .
Compito del veterinario e’ quello di guidare la crescita del cucciolo con un’alimentazione equilibrata ben integrata nelle giuste quantita’ associando una moderata attivita’ fisica su terreni idonei .

Dott Alessandro Prota
Chirurgo Veterinario Naturopata
Consulenza on line :3393201159
alessandro.prota@virgilio.it

TETTOPLASTICA ACETABOLARE NELLA DISPLASIA DELL’ANCA DEL CANE :TECNICA MODIFICATA

Immagine anteprima YouTubeTETTOPLASTICA ACETABOLARE MODIFICATA:

La Tettoplastica Acetabolare e’ un’intervento chirurgico dell’anca del cane che consiste nel creare un tetto al di sopra del margine aceta bolare (parte superiore dell’acetabolo) per dare un migliore alloggiamento della testa nell’acetabolo in modo che la testa poggi su una superfice meglio distribuita. L’intervento classico di Slocum prevede il prelievo di listarelle dall’Ileo che vengono suturate alla capsula , per evitare di intrappolare ed irritare il nervo sciatico con l’impianto osseo viene discontinuato il legamento sacro tuberoso che passa al di sopra del suddetto nervo. L’innesto di osso determina una reazione osteocartilaginea che prolunga il margine dorsale dell’acetabolo .Il tessuto osteocartilagineo formatosi avvolte crea dei problemi all’abduzione dell’anca(portare l’arto verso l’esterno) con limitazione del movimento all’estenzione ed irritazione del nervo sciatico che viene intrappolato posteriormente dall’impianto osseo avvolte sovradimenzionato Ho deciso quindi di modificare l’intervento creando uno Slot (fessura della corticale esterna dell’ileo)sulla porzione anteriore del margine acetabolare con impianto a palizzata delle lamelle ossee prelevate dall’ileo con una sporgenza ossea limitata di pochi centimetri in modo da non toccare il passaggio del nervo sciatico (che passa posteriormente all’acetabolo)e rendere piu’ liberi i movimenti di abduzione dell’anca .Le lamelle ossee quindi non vengono piu’ suturate alla capsula articolare ma incastrate in una fessura (slot) del margine acetabolare, sotto le lamelle viene inserita la spongiosa(prelevata dall’ileo) per rinforzare l’innesto osseo e favorirne meglio la osteointegrazione.al disopra della capsula articolare Il risultato e’ un prolungamento del margine acetabolare che impedisce la sublussazione della testa femorale con un’andatura piu’ sicura e indolore, rallentando i processi artrosici a carico dell’articolazione coxofemorale. Il candidato ideale per questa chirurgia deve avere una testa del femore sana senza principi di segni artrosici . Il postoperatorio prevede un degenza in gabbia per alcune settimane e poi movimento controllato a guinzaglio per 6 settimane

Dott Alessandro Prota
consulenza on line 3393201159

DISPLASIA DELL’ANCA NEL CANE :LA DARTROPLASTICA VIDEO

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FRATTURA GOMITO CANE :PLACCHE E VITE INTERCONDILOIDEA

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DISPLASIA DELL’ANCA NEL CANE :DPO DUPLICE OSTEOTOMIA PELVICA

ROTTURA LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE CANE

OSTEOCONDRITE IN SEGUITO A ROTTURA LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE NEL CANE
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ROTTURA CROCIATO ANTERIORE CANE

ROTTURA LEGAMENTO CROCIATO

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ARTROSI NEL CANE :LA TERAPIA

L’infiltrazione articolare rappresenta una tecnica terapeutica importante nel trattamento di alcune patologie dell’apparato locomotore,. Trova principali indicazioni nella patologia degenerativa (osteoartrosi) ed infiammatoria (artrite) e nella patologia tendinea (peritendiniti, tendiniti e tendinopatie inserzionali).
ARTROSI GINOCCHIO CANE:

La terapia infiltrativa presenta numerosi vantaggi, primo fra tutti la possibilità di introdurre il farmaco direttamente nel sito d’azione richiesto con miglioramento della sintomatologia clinica dolorosa, ripresa della mobilità articolare e riduzione del consumo dei farmaci (antiinfiammatori, antidolorifici, etc…) abitualmente utilizzati per la terapia dell’artrosi; inoltre è una tecnica di rapida esecuzione e poco rischiosa per il paziente, soprattutto se utilizzata con l’ausilio dell’ecografia; infatti la procedura eco-guidata, permette di seguire “passo-passo” la traiettoria dell’ago e l’introduzione del farmaco dentro l’articolazione, evitando danni alle strutture peri-articolari (vasi e nervi) e riducendo al minimo l’eventualità di andare fuori “bersaglio”, con conseguente inefficacia del trattamento.
Oltre ai cortisonici, dotati di sola azione anti infiammatoria e pertanto destinati ad ottenere, nella migliore delle ipotesi, un successo momentaneo, il farmaco più utilizzato è l’acido ialuronico (HA), componente naturale della cartilagine e del liquido sinoviale; esso lubrifica e assorbe gli shock subiti dall’articolazione durante i movimenti. L’infiltrazione intra-articolare di acido jaluronico è indicata nel trattamento conservativo delle malattie degenerative articolari: gonartrosi (artrosi del ginocchio), coxartrosi (artrosi dell’anca), artrosi della spalla, etc… Tale procedura, se praticata in maniera corretta, procura un sollievo dal dolore a lungo termine; inoltre il trattamento è sostanzialmente privo di effetti collaterali. L’acido ialuronico rimane infatti confinato dentro l’articolazione dove svolge una funzione meccanica (lubrifica l’articolazione) ed una funzione “biologica” , aumentando la qualità della cartilagine.
Nell’artrosi l’integrazione con condroprotettori ha una sua rilevanza nelle fasi iniziali e soprattutto come prevenzione li dove esistono fattori predisponenti come difetti di appiombo, sublussazioni , eccesso di carico ,intensa attivita’ e predisposizione di razza.Nelle forme avanzate l’integrazione con condroprotettori ha un valore scarso.
Negli ultimi anni si sta sviluppando l’infiltrazione intrarticolare e periarticolare con PRP (Platet Rich Plasma)
le piastrine funzionino da starter fisiologico e modulatori per la riparazione, i molteplici fattori di crescita (TGF, PDGF, EFG.. ecc) promuovano la proliferazione e migrazione cellulare non che la sintesi proteica e in fine altri modulatori vadano ad agire sulla rivascolarizzazione del tessuto

Il sangue è composto da una parte corpuscolata costituita da cellule e una parte liquida contenente proteine, ormoni e nutrienti. Le cellule ematiche della parte corpuscolata sono i globuli rossi (eritrociti), i globuli bianchi (leucociti), e le piastrine. La parte liquida cioè il plasma è formato invece dal 90% di acqua con l’aggiunta di proteine e ormoni. Per separare le diverse componenti del sangue viene usato un procedimento chiamato centifugazione che accellera la separazione di corpi che hanno diversa densità.
La centrifugazione ci darà una divisione ben netta tra il plasma e la parte cortuscolata; la parte più densa disposta in fondo alla provetta mentre quella meno densa cioè il plasma nella parte soprastante.

Basterà quindi prelevare la parte superiore della nostra provetta per avere il nostro “plasma arricchito di piastrine” cioè il plasma e la parte di piastrine/globuli bianchi. Ottenuto il nostro PRP si infiltra con una siringa direttamente sul tessuto danneggiato .Personalmente associo questa tecnica con prodotti omotossicologici che agiscono in sinergia con le piastrine .
L’infiltrazione si effettua ad intervalli settimanali con cicli di 5- 10 applicazioni a secondo della gravita’’Durante il trattamento non si devono assumere antinfiammatori perche’ annullano l’azione del PRP che richiama sangue nella zona per riparare i tessuti danneggiati .Il PRP trova inoltre indicazione per le riparazioni tessutali nei processi artrosici a carico della colonna vertebrale e per accellerare la formazione del callo osseo nelle fratture .