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Anche i Cani e i Gatti vanno incontro a patologie cardiache, tuttavia mentre nel Cane queste si presentano con sintomi evidenti, nel Gatto spesso sono asintomatiche. A volte anche un pelo opaco, un intestino che non funziona bene o una semplice astenia, nasconde una cardiopatia. Non farò in questa sede una trattazione clinica, sulle varie cardiopatie ma bensì parlerò delle problematiche diagnostiche e terapeutiche. Ultimamente sempre più spesso, in veterinaria si fa uso e talvolta abuso di aceinibitori, betabloccanti, diuretici ,calcioantagonisti ecc Tuttavia prima di prescrivere questi farmaci bisogna effettuare una diagnosi accurata ed un monitoraggio che prevede: ecocardiografia elettrocardiogramma. Vorrei sottolineare inoltre sempre in fase diagnostica, l’importanza del controllo della pressione , poichè alcuni di questi farmaci abbassano la pressione arteriosa, che può a sua volta provocare alterazioni dell’attività renale, il che necessita un controllo sulla quantità e sulla qualità della produzione urinaria. Una volta accertata la patologia, a mio avviso oltre la terapia farmacologica che tuttavia va ridotta al minimo indispensabile, bisogna sostenere gli organi emuntori come fegato, reni , intestino, polmone e cute, infatti in un soggetto cardiopatico l’irrorazione degli organi spesso è alterata con disfunzioni o ipofunzioni d’organo. Per fare un esempio in soggetti cardiopatici la parete intestinale può essere danneggiata, con conseguente cattivo assorbimento degli alimenti, ecco quindi che si rende necessario migliorare la funzionalità intestinale e la flora batterica con probiotici e ovviamente con un’alimentazione facilmente assimilabile .Lo stesso dicasi per la pelle che spesso nei soggetti cardiopatici si presenta opaca ed escoriata, facile preda di infiammazioni e infezioni, seppur si nota che con adeguate terapie, migliorando la funzionalità cardiaca e le condizioni generali, migliora la circolazione periferica e quindi anche lo stato della superficie cutanea. Con l’esperienza clinica, ho notato che è fondamentale che i farmaci , al di là dei protocolli standard vadano ben dosati non solo in base al peso ma anche in relazione alla risposta individuale, poichè spesso si inizia con dosaggi elevati che aumentano il rischio di scompenso cardiaco soprattutto quando si prescrivono diuretici. Consiglio infatti di iniziare la terapia con dosi minime e semmai poi aumentare la quantità in maniera graduale. Per fare un esempio, alcune animali hanno una maggiore sensibilità rispetto ad altri quindi il dosaggio va monitorato nel tempo e prevede aggiustamenti in relazione ad cambiamenti di temperatura ed a patologie che si incontrano strada facendo. Raccomando di fare attenzione anche all’uso esagerato di aceinibitori in soggetti con insufficienza renale, poichè in questi pazienti si può anche avere un rapido peggioramento della sintomatologia con aumento dell’uremia e creatinemia per alterata filtrazione renale. I farmaci vanno quindi somministrati in quei soggetti dove e’ possibile fare un controllo completo della funzionalità cardiocircolatoria. Da un punto di vista olistico nelle patologie cardiache dei Cani e dei Gatti, posso affermare che l’uso di rimedi omeopatici, fitoterapici e integratori , drenanti e antiossidanti migliorano la sintomatologia nel soggetto cardiopatico favorendo anche una migliore risposta al farmaco scelto per il tipo di cardipatia in atto. Un integratore indispensabile nelle patologie cardiache è il Coenzima Q10 , l’assunzione di acidi grassi polinsaturi come gli Omega 3 e 6 , omeopatici come Adonis, Biancospin e Cuprum e Gemmoterapici come Olea Europea, Populus Nigra e altri . Aggiungo inoltre che tranne nelle fasi acute della patologia, in cui si deve scegliere di agire in fretta , il diuretico può essere sostituito da Fitoterapici che stimolano la diuresi naturale dell’organismo senza creare squilibri nel bilancio elettrolitico. In queste patologie il regime dietetico è fondamentale, quindi un nutrizionista dovrà formulare l’alimentazione giusta in base al peso e all’età dell’animale , per cui la carne alimento base per i carnivori, dovrà comunque essere molto digeribile, di qualità e possibilmente cruda.

Dott Alessandro Prota
Veterinario Naturopata
consulenze on line 3393201159

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